Il Metodo…che non è un metodo

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Bambini che lavorano su un fonogramma alfabetico mobile.

Il Metodo Montessori è un approccio educativo sviluppato da Maria Montessori. Questo metodo è praticato in circa 20.000 scuole in tutto il mondo, al servizio dei bambini dalla nascita fino a diciotto anni.[1]

Il metodo si basa sull’indipendenza e sul rispetto per il naturale sviluppo psicologico del bambino. Tra gli elementi principali della teoria della pedagogista vi sono le classi di età mista, la scelta dello studente all’interno di una gamma di opzioni prestabilite di attività da svolgere e un modello costruttivista in cui gli studenti imparano il concetto di lavorare con gli oggetti, piuttosto che con istruzione diretta, con l’utilizzo di materiale didattico specializzato e sviluppato da Montessori e dai suoi collaboratori.[2][3]

Il metodo Montessori è un esempio di applicazione dell’Educazione secondo il metodo problem-posing.

Indice

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Storia [modifica]

Maria Montessori con una bambina

Maria Montessori cominciò a sviluppare la sua filosofia ed il suo metodo nel 1897, frequentando i corsi di pedagogia presso l’Università di Roma, informandosi così della teoria educativa dei precedenti 200 anni.[4] Nel 1907, aprì la sua prima classe, chiamata “La casa dei bambini“, in un edificio popolare di Roma.[5] Fin dall’inizio, Montessori basò il suo lavoro sulle sue osservazioni dei bambini e sulla sperimentazione con l’ambiente, con i materiali e con le lezioni a loro disposizione. Montessori ha spesso indicato il suo lavoro come “pedagogia scientifica”.

Il metodo Montessori si diffuse negli Stati Uniti d’America nel 1911 e diventò noto nel campo dell’istruzione e delle pubblicazioni divulgative. Tuttavia, il conflitto tra Montessori e il metodo educativo americano e soprattutto la pubblicazione nel 1914 di un opuscolo critico, The Montessori System Examined (“Il sistema Montessori esaminato”), scritto dal pedagogista statunitense William Heard Kilpatrick, limitò la diffusione delle sue idee.[6] Le idee della Montessori tornarono negli Stati Uniti nel 1960, diffondendosi da allora in migliaia di scuole americane.

La pedagogista continuò a sviluppare il suo lavoro durante la sua vita, creando un modello globale di sviluppo psicologico dalla nascita fino ai 24 anni, con progressivi approcci educativi per bambini dai 0-3, 3-6 e 6-12. Il termine “Montessori” è di dominio pubblico, quindi chiunque può usare il termine con o senza riferimento al suo lavoro.

La teoria dell’educazione della Montessori [modifica]

Auto-costruzione, libertà e attività spontanea [modifica]

Il modello di Montessori ha due elementi fondamentali; in primo luogo, bambini e adulti si devono impegnare nella costruzione del proprio carattere attraverso l’interazione con i loro ambienti. In secondo luogo, i bambini, specialmente di età inferiore ai sei anni, subiscono un importante percorso di sviluppo psicologico. Sulla base delle sue osservazioni, Montessori credeva che concedere ai bambini la libertà di scegliere e di agire liberamente all’interno di un ambiente preparato secondo il suo modello avrebbe spontaneamente contribuito ad uno sviluppo ottimale.

Tendenze umane [modifica]

Secondo Montessori, vi sono delle caratteristiche universali e innate nella psicologia umana, che suo figlio e collaboratore Mario ha identificato come “tendenze umane” nel 1957. Nel metodo Montessori, queste tendenze umane sono viste come comportamento-guida in ogni fase di sviluppo e l’educazione dovrebbe facilitarne l’espressione. C’è dibattito circa l’elenco esatto di queste caratteristiche, ma le seguenti sono chiaramente identificabili:[7]

  • Istinto di conservazione
  • Orientamento nell’ambiente
  • Ordine
  • Esplorazione
  • Comunicazione
  • Lavoro (descritto anche come “attività intenzionale”)
  • Manipolazione dell’ambiente
  • Esattezza
  • Ripetizione
  • Astrazione
  • Auto-perfezionamento
  • “Mente matematica”

Ambiente preparatorio [modifica]

Materiale Montessori per lo sviluppo cognitivo

Il metodo educativo Montessori illustra la libera attività all’interno di un “ambiente preparato”, ovvero un ambiente educativo su misura per le caratteristiche umane di base e per le specifiche caratteristiche dei bambini in età diverse. La funzione dell’ambiente è quello di permettere al bambino di sviluppare l’autonomia in tutte le aree, in base alle proprie direttive psicologiche interne. Oltre ad offrire l’accesso ai materiali adeguati all’età dei bambini, l’ambiente, volutamente strutturato, deve presentare le seguenti caratteristiche:[8]

  • Costruzione in proporzione al bambino e ai suoi bisogni reali
  • Bellezza e armonia
  • Pulizia dell’ambiente
  • Ordine
  • Un accordo che facilita il movimento e l’attività
  • Limitazione degli strumenti

Materiale di sviluppo cognitivo [modifica]

Il bambino è libero nella scelta del materiale. Tutto deve scaturire dall’interesse spontaneo del bambino, sviluppando così un processo di autoeducazione e di autocontrollo. La Montessori realizza del materiale di sviluppo cognitivo specifico per l’educazione sensoriale e motoria del bambino e lo suddivide in:

  • materiale analitico, incentrato su un’unica qualità dell’oggetto, per esempio peso, forma e dimensioni. Educa i sensi isolatamente.
  • materiale autocorrettivo, educa il bambino all’autocorrezione dell’errore e al controllo dell’errore, senza l’intervento dell’educatore.
  • materiale attraente, oggetti di facile manipolazione e uso, creato per invogliare il bambino all’attività di gioco-lavoro con esso.

Livelli di sviluppo [modifica]

Montessori ha distinto quattro distinti periodi o “livelli” nello sviluppo umano, che si estendono dalla nascita ai sei anni, dai 6 ai 12, dai 12 ai 18 e dai 18 ai 24. Vide diverse caratteristiche, modalità di apprendimento e diversi imperativi di sviluppo attivo in ognuno di questi piani, chiedendo approcci educativi specifici per ogni periodo.[9][10]

Primo livello [modifica]

Il primo livello si estende dalla nascita a circa sei anni di età. Durante questo periodo, Montessori constatò che il bambino presenta un veloce e significativo sviluppo fisico e psicologico. Il bambino, in questo primo intervallo, è visto come un esploratore sensoriale ed uno studente impegnato nel lavoro di sviluppo psicologico di auto-costruzione e di costruzione della propria indipendenza funzionale. Montessori ha introdotto diversi concetti per spiegare questo lavoro, tra cui la mente assorbente, periodi sensibili, e la normalizzazione.

Mente assorbente e mente cosciente [modifica]

Montessori descrisse il comportamento del bambino piccolo di assimilare gli stimoli sensoriali del suo ambiente, comprese dunque le informazioni dei sensi, la lingua, la cultura, descrivendo questo aspetto con il termine “mente assorbente”; la sua intelligenza opera inconsciamente assorbendo ogni dato ambientale. In questa fase si formano le strutture essenziali della personalità.

Dai 3 ai 6 anni inizia l’educazione prescolastica e alla mente assorbente si associa la “mente cosciente”. Il bambino sembra ora avere la necessità di organizzare logicamente i contenuti mentali assorbiti.

Periodi sensibili [modifica]

Montessori osservò anche periodi di particolare sensibilità agli stimoli, in special modo in quelli che chiamava “periodi sensibili”. Nella teoria montessoriana, l’ambiente nelle aule deve rispondere a questi periodi, fornendo strumenti appropriati e mettendo a disposizione precise attività. La pedagogista ha individuato i seguenti periodi e la loro durata:[11]

  • Acquisizione del linguaggio (dalla nascita a circa sei anni)
  • Ordine (da circa 1 ai 3 anni)
  • Raffinatezza sensoriale (dalla nascita fino a circa quattro anni)
  • Interesse per piccoli oggetti (da circa 18 mesi a tre anni)
  • Comportamento sociale (da circa due anni e mezzo a quattro anni)
Normalizzazione [modifica]

Infine, Montessori ha osservato nei bambini dai 3 ai 6 anni uno stato psicologico definito “normalizzazione”, che nasce dalla concentrazione su attività che servono allo sviluppo del bambino, come “la disciplina spontanea, il lavoro continuo e felice, i sentimenti sociali di aiuto e la comprensione per gli altri.”[12]

Secondo livello [modifica]

Una scuola Montessori in Olanda

Il secondo livello di sviluppo si estende da circa sei ai dodici anni. Durante questo periodo, Montessori ha osservato cambiamenti fisici e psicologici nei bambini, sviluppando per essi un ambiente scolastico, lezioni e strumenti precisi per rispondere a queste nuove caratteristiche. Fisicamente, ha osservato la perdita dei denti da latte e l’allungamento delle gambe e del torso ed un successivo periodo di crescita uniforme. Psicologicamente, ha osservato la tendenza a lavorare in gruppo e a socializzare, così come l’utilizzo della ragione e della fantasia. Da un punto di vista dello sviluppo, ha creduto che il lavoro del bambino, nel secondo livello, sia la formazione dell’indipendenza intellettuale, del senso morale e dell’organizzazione sociale.[13]

Terzo livello [modifica]

Il terzo livello di sviluppo si estende da circa dodici a circa diciotto anni di età, comprendendo dunque il periodo dell’adolescenza. Montessori sostiene che il terzo livello è caratterizzato dai cambiamenti fisici della pubertà e dell’adolescenza, ma anche da importanti cambiamenti psicologici; ha sottolineato l’instabilità psicologica e difficoltà di concentrazione di questa età, così come le tendenze creative e lo sviluppo di “un senso di giustizia e un senso di dignità personale”. Ha usato il termine “valorizzazione” per descrivere l’impulso degli adolescenti ad “una valutazione esterna che derivi dal loro valore”. Dal punto di vista evolutivo, Montessori ritiene che il lavoro del bambino, nel terzo livello, sia la costruzione del sé adulto nella società.[14]

Quarto livello [modifica]

Il quarto livello di sviluppo si estende da circa diciotto anni a circa 24 anni di età. Montessori ha scritto relativamente poco di questo periodo e non hanno sviluppato un programma educativo per quest’intervallo di età. Ha immaginato giovani adulti preparati dalle loro esperienze attraverso il suo metodo, pronti ad abbracciare pienamente lo studio della cultura e delle scienze per influenzare e guidare la civiltà. Credeva che l’indipendenza economica, sotto forma di lavoro, fosse fondamentale in questa età e pensava che un limite arbitrario al numero di anni di studio di livello universitario fosse inutile perché lo studio della cultura potrebbe andare avanti per tutta la vita di una persona.[15]

L’autenticità del metodo [modifica]

Le idee della Montessori sono state accolte a livello internazionale e, in molti paesi, vennero istituite società montessoriane per promuovere il suo lavoro. Tuttavia, la Montessori mantenne uno stretto controllo sull’uso del suo nome e ha insistito che solo lei fosse in grado di dare una formazione autentica nei suoi metodi.[16] Nel 1929 ha fondato l’Association Montessori Internationale(AMI), “per mantenere l’integrità del suo lavoro della vita e per garantire che sarebbe perpetuata dopo la sua morte”.[17] L’AMI continua a formare gli insegnanti utilizzando strumenti e teorie sviluppate da Maria Montessori e dal figlio Mario.

Critiche al metodo montessoriano [modifica]

Alla Montessori sono state mosse accuse sul piano ideologico per quanto riguarda la contrapposizione troppo rigida tra il fanciullo buono e l’adulto sclerotizzato e corrotto. Sul piano didattico è stato criticato il carattere artificioso dei materiali e le modalità troppo rigide del loro impiego: tale approccio è stato spesso contrapposto alla duttilità del Metodo Agazzi, peculiare per l’eterogeneità e fantasiosità del materiale di gioco. Alla Montessori venivano mosse accuse anche dal punto di vista della socializzazione: i bambini imparavano in maniera singola non sviluppando rapporti con gli altri bambini. Nonostante le critiche il metodo montessoriano è tuttora diffuso ed utilizzato in modo particolare all’estero. [18]

Note [modifica]

  1. ^ Frequently Asked Questions: How Many Montessori Schools Are There?. North American Montessori Teachers Association. URL consultato in data 4/22/11.
  2. ^ AMI School Standards. Association Montessori Internationale-USA (AMI-USA). URL consultato in data 4/22/2011.
  3. ^ Introduction to Montessori. American Montessori Society (AMS)
  4. ^ Rita Kramer, Maria Montessori, Chicago, University of Chicago Press, 1976, pp. 60. ISBN 0-201-09227-1
  5. ^ Kramer, 112
  6. ^ Kramer, ch. 15
  7. ^ Mario Montessori, The Human Tendencies and Montessori Education, Amsterdam, Association Montessori Internationale, 1966.
  8. ^ E. M. Standing, Maria Montessori: Her Life and Work, New York, Plume, 1957, 263–280.
  9. ^ Montessori, Maria (1969). The Four Planes of Development. AMI Communications (2/3): 4–10.
  10. ^ Grazzini, Camillo (Jan/Feb 1988). The Four Planes of Development: A Contstructive Rhythm of Life. Montessori Today 1 (1): 7–8.
  11. ^ Standing, pp. 118-140
  12. ^ Montessori, 1967, p. 207
  13. ^ Maria Montessori, From Childhood to Adolescence, Oxford, England, ABC-Clio, 1994, 7–16.ISBN 1-85109-185-8
  14. ^ Montessori, 1994, pp. 59-81
  15. ^ Montessori, 1994, pp. 82-93
  16. ^ Kramer, 236
  17. ^ Association Montessori Internationale. URL consultato in data 4/25/11.
  18. ^ (ENCritiques of Montessori’s Theory of Developement

Voci correlate [modifica]

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One Comment on “Il Metodo…che non è un metodo”

  1. giovanna mangone ha detto:

    una guida preziosa da consigliare a tutti i bambini per crescere in maniera autonoma


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