Sintesi della visita alla scuola di Perugia

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Sintesi della visita alla Scuola Elementare Maria Montessori a Perugia27 ottobre 2011

Hanno partecipato: Angela, Giulia, Elisa (gruppo di Carpi) e Cosetta (gruppo di Modena).

Al nostro arrivo alla scuola ci hanno accolto la dirigente e la maestra Patrizia Beccherelli che dopo averci fatto una breve introduzione su come è organizzata la scuola e su cosa avremmo potuto osservare nelle classi, ci ha invitato a entrare ciascuna in una classe diversa a partire dalle prime e restare per qualche tempo per poi passare alle classi successive fino alle quinte. Dopo la pausa pranzo abbiamo incontrato nuovamente la maestra Patrizia Beccherelli che ha risposto alle nostre domande e ha approfondito alcuni aspetti.

La scuola elementare Maria Montessori è stata creata nel 1951 da allieve formate al corso universitario tenuto da Maria Montessori all’Università di Perugia, attivato dopo il suo ritorno dall’esilio volontario in India nel periodo fascista.

La scuola cominciò con una sola sezione e, dagli anni 70 ad oggi, a seguito di molte richieste provenienti da tutta la provincia, la scuola è cresciuta fino ad accogliere 5 sezioni (25 classi) per un totale di 657 bambini. Il Comune di Perugia ha spostato la scuola in un edificio più ampio in centro storico, un tempo scuola elementare che però rischiava di chiudere per mancanza di bambini perché non ci sono molte famiglie con bambini residenti in centro.

Le classi sono dislocate in 3 sedi (noi abbiamo visitato la sede principale che ospita 20 classi).

I bambini provengono da tutta la provincia. I criteri di priorità sono:

– fratelli che già frequentano la scuola oppure l’hanno frequentata

– avere frequentato una casa per bambini (alla domanda “hanno difficoltà i bambini che non hanno frequentato una casa per bambini?” Patrizia Beccherelli ha risposto che non presentano difficoltà, anzi mostrano ancora più interesse affascinati dal metodo e dai materiali). Ritiene, comunque, che lavorare con i bambini oggi sia più difficile perché è difficile farli immaginare liberamente.

La scuola osserva l’orario 8.15 – 13.15 dal lunedì al sabato per 30 ore settimanali. Nel 2012 non sarà più così perchè il Ministero ha ridotto le risorse e dispongono di insegnanti solo per 27 ore settimanali.

Si tratta di una scuola statale a differenziazione didattica che prevede comunque tutti gli obblighi della scuola pubblica: insegnanti di religione, inglese e attività motoria. Queste materie sono affidate all’insegnante titolare se ha la qualifica necessaria, altrimenti sono affidati a insegnanti statali. Anche la valutazione è obbligatoria (quindi anche gli Invalsi).

La campanella suona solo per scandire l’orario della merenda. Non sono scandite le altre ore perché i bambini devono avere il tempo di soffermarsi sulle attività per tutto il tempo di cui hanno bisogno.

L’arredamento è pagato dalla scuola insieme con il Comune, mentre i genitori, che si sono costituiti in associazione A.GE, pagano il materiale (che eventualmente ha bisogno di essere sostituito perché rotto o usurato) e gli esperti per i progetti (musica e teatro in inglese) con un contributo di 85 euro l’anno per ogni bambino.

Nelle prime e seconde classi non c’è la cattedra perché la maestra deve potersi muovere tra i bambini, osservare, e intervenire il meno possibile. I bambini le chiedono di intervenire quando hanno dubbi o domande; la maestra dà risposte vere, giuste e sufficienti, vale a dire che risponde alla domanda in maniera esatta, con un linguaggio che il bambino può comprendere, ma non eccessivamente semplice, e non dice di più di quello che il bambino ha chiesto.

La maestra verifica a tu per tu quali capacità ha acquisito il bambino, non lo mortifica davanti a tutta la classe se non sa rispondere.

Il materiale è materiale di sviluppo perché aiuta il bambino nello sviluppo delle sue capacità. I materiali sono pratici nelle prime classi, nelle classi successive portano sempre più all’astrazione.

Tra i materiali ci sono anche cartelloni immaginativi (così chiamati perché aiutano i bambini a crearsi un’idea) che sono costruiti dagli insegnanti secondo i principi Montessori.

Il bambino non può usare un materiale se prima non ha finito il suo percorso con il materiale che viene idealmente prima. Spesso il lavoro su un materiale richiede diversi giorni, quindi per assegnare nuovi materiali ogni mattina la maestra chiede chi è senza lavoro, e a chi ha finito il proprio lavoro viene data la scelta tra altri materiali possibili (la maestra tiene un quaderno dei materiali e segna da quali bambini sono già stati usati e chi invece non ci ha ancora lavorato).

La libera scelta consiste quindi nella possibilità di decidere cosa fare e con quali materiali lavorare tra una rosa di proposte. La possibilità di scelta per il bambino è importante perché lo fa sentire autonomo e lo aiuta ad autoregolarsi.

Nella classe, soprattutto tra le ultime, ci sono molti libri per insegnare che la cultura si acquisisce da fonti diverse e per affinare la capacità di giudizio. Questi libri sono utilizzati per le ricerche individuali o di gruppo.

Viene utilizzato un libro i lettura come base di linguaggio comune.

Patrizia Beccherelli ha affermato che non è possibile partire con la sperimentazione montessoriana se l’insegnante non è già formato perché ritiene che già la formazione da sola, senza l’esperienza, non sia sufficiente per condurre una classe e applicare il metodo Montessori correttamente, se poi l’insegnante lo deve applicare mentre si sta formando non dispone di strumenti sufficienti.

Le insegnanti della scuola elementare perugina hanno sostenuto e aiutato la nascita di altre scuole montessoriane; le insegnanti con più esperienza sono disponibili a passare la loro esperienza a insegnanti neo-formate.

Per non togliere il posto ad altri insegnanti che già lavorano nella scuola, l’unica soluzione è l’apertura di una nuova sezione a indirizzo montessoriano e a quel punto si attinge direttamente alla graduatoria pubblica ed entrano i primi insegnanti già formati al metodo Montessori presenti nella graduatoria. Il dirigente è obbligato a creare una sezione in più se la classe supera i 28 bambini.

Osservazioni nelle classi:

I classe

2 bambini lavorano insieme alla maestra con aste che rappresentano unità di grandezza (più è lunga l’asta, più è grande il numero)

1 bambino lavora con tesserine che formano una storia, deve abbinare il testo e mettere in fila la storia. Alla fine riproduce uno dei disegni sul quaderno.

1 bambina fa la stessa cosa con la storia di uno scoiattolo.

1 bambina lavora con tessere che mettono in evidenza una parte di una foglia (le nervature, i picciolo, la lamina….)

1 bambino ha messo in fila degli animali della fattoria abbinando il loro nome e l‘articolo determinativo, poi ricopia i nomi sul quaderno

2 bambini lavorano con stecche di perline che rappresentano i numeri e li ricopiano sul quaderno

La maestra lavora con 2 bambini che hanno formato numeri composti da decine, centinaia e migliaia e verifica le loro effettive capacità e dice loro di lavorarci ancora perché devono approfondirli.

La maestra verifica le capacità di una bambina che ha formato una frase mettendo in fila tessere che riproducono singole lettere.

II classe

La classe è multietnica.

1 bambina lavora con le perline, le mette in fila in varie composizioni e le disegna sul quaderno

1 bambina lavora con il puzzle i cui pezzi sono le regioni che formano l’Italia

Anche qui ci sono bambini che mettono in fila le tessere di una storia e bambini che lavorano con le stecche di perline.

III classe

La maestra ci spiega che è la lezione introduttiva alla geografia e per questo tutti i bambini fanno la stessa cosa: ricalcano su lucido un’immagine di mare con costa fiorita dal libro di lettura. Poi dovranno colorare l’immagine come quella del libro. La maestra interviene continuamente per fare silenzio e per dire ai bambini di fare solo quello che è stato loro chiesto, nulla di più o di diverso.

IV classe

Un esperto madrelingua inglese lavora con i bambini per mettere in scena un musical in inglese.

V classe

La maestra guida i bambini nel ragionamento che serve a risolvere un problema di matematica e li fa arrivare alla stessa conclusione attraverso diversi percorsi.

Poi inizia una lezione di storia greca con una presentazione fatta da un gruppo di bambine che hanno lavorato sulle caratteristiche della scultura greca dal periodo più arcaico a quello classico. La loro presentazione è corredata da immagini con le quali dovranno costruire un cartellone.

La maestra coinvolge tutta la classe per avviare un discorso collettivo sulla scultura greca, la datazione delle opere e il loro significato simbolico.

Conclusioni

In generale nelle classi regna molto silenzio, ordine e (a parte un paio di casi) le maestra non devono intervenire per fare silenzio.

Gli spazi nelle classi sono molto stretti, le classi sono quelle di un edificio vecchio, non adatto a ospitare un numero così elevato di bambini (mediamente 25-26) e non ci sono spazi attigui dove i bambini possono lavorare individualmente o a gruppi, né ci sono spazi arredati con tappeti e cuscini, i bambini lavorano solo al loro banco, al massimo può essere modificata la disposizione dei banchi.

Attivare una sezione montessoriana potrebbe essere la soluzione per fare sopravvivere scuole che si stanno spopolando perché questo attirerebbe iscrizioni da ogni parte (come è successo a Perugia) e anche per riqualificare scuole-ghetto.

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2 commenti on “Sintesi della visita alla scuola di Perugia”

  1. admin04 ha detto:

    Grazie! vedere le cose in concreto aiuta certamente molto.
    La cosa più bella di questo resoconto è vedere che si può lavorare in questo modo anche in spazi “normali”… ed è interessante il discorso sulla riqualificazione della scuola e sullo spostamento di bambini non di stradario, a Carpi qualche esempio c’è 🙂
    Annalisa

    • educareallavita ha detto:

      La descrizione che ha fatto Cosetta, mamma del gruppo di Modena è veritiera e dettagliata.Personalmente ,aver visitato la scuola è stato per me molto illuminante, ulteriore conferma che si può fare anche nel pubblico. E’ stato anche emozionante vedere come molti dei genitori che sono venuti con me in visita a Perugia la settimana prima, fossero rimasti affascinati ed entusiasti nell’osservare il lavoro svolto nelle classi.
      Sono partiti con un mondo d’interrogativi e sono tornati carichi , fiduciosi e consapevoli che questa è una buona strada da battere nel mondo dell’educazione che richiede anche tanto lavoro e partecipazione .
      Francesca


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